I feel disconnected from what they call reality.

Questo fine settimana è stato eterno. Ho trascorso questi tre giorni in casa, senza mettere nemmeno la punta del naso fuori dalla finestra. Non sono stata cercata da nessuno perché tutti hanno cose molto più interessanti da fare che uscire con me. Mi sono sentita fuori dalla realtà, inconsistente, come se non fossi per nulla esistente. Inerme, vuota, distante. Queste sensazioni sono state presenti con diversa intensità per tutti questi ultimi giorni. Forse mi capita di dissociarmi più facilmente quando sono sola, perché forse per riuscire a sopportare un po’ meglio la solitudine, mi disconetto dalla realtà per soffrire meno. Infatti visto che ero in depersonalizzazione/derealizzazione non ho avuto nessuna crisi di pianto, nessuna crisi di rabbia. Niente di niente. Nessun pensiero. Il vuoto era sovrano. Continuando a passare da momenti in cui sono una tormenta di emozioni, a momenti a cui non percepisco nulla. Non so quale delle due “fasi” sia meglio. Certo non provare dolore per un po’ è un sollievo, però la sensazione di essere incorporea, dissociata, è strana, assurda e mette un’ansia che ostruisce le vie aeree, impedendomi di respirare; il cuore poi sembra che stia per espolodere fuori dalla gabbia toracica da un momento all’altro, da quanto accellerati sono i miei battiti. La psicologa comunque mi aveva accennato al fatto che quando le mie turbe emotive raggiungono il culmine, tendo a distaccarmi, ad entrare nell’immenso vuoto dove nessuna emozione esiste affatto.

I’m afraid of sex because I’m depressed.

Provo paura/schifo/avversione/disgusto per lo scopare perché sono depressa. Ma nonostante ciò vorrei farlo, anche se mi è impossibile a causa del mio blocco psicologico a cui non riesco a far fronte. Tutte le altre ragazze che mi circondono lo hanno già fatto e io sono la solita cogliona ritardata vergine. Immagino che la gente mi prenda per bigotta, cristo santo quanto odio essere definita bigotta, ma capisco essendo vergine, mi venga applicata tale etichetta, benché io sia atea. Però cazzo se mi dà fastidio, non sono manco una donna finché non lo faccio. Cazzo cazzo cazzo che persona penosa che sono!!!

Reality falls apart and I sink into emptiness.

Ho passato una giornata orribile, totalmente immersa nella solitudine. Non mi ha cercata nessuno, non mi ha voluto nessuno. Inoltre il mio corpo ha iniziato di nuovo a somatizzare il mio disagio con mal di testa e corse verso il bagno. Perciò sono rimasta per parecchi minuti segregata nel cesso a leggere pareri concerni il mio disturbo di merda su internet e non. Ho così appreso che la mia paura di scopare è correlata al fatto che sono depressa. La depressione ti rende mega paranoico/a, creandoti un sacco di paure, apprensioni, ansie. Inoltre ti risucchia l’anima, smorzandoti totalmente. Quando il mio tono dell’umore si imposta sulla depressione, non ho voglia di fare assolutamente niente, se non dormire. Il problema è che se sono depressa difficilmente riesco a prendere sonno poiché il mio cervello mi fa pensare alle peggio cose; è come un ingranaggio che non smette di ruotare all’interno del mecchanismo (ovvero il cranio). Oggi è stata una di quelle giornate; una di quelle giornate dove la depressione raggiunge il picco. Non ne potevo più di niente e di nessuno, volevo solo correre a casa e devastarmi di lacrime (soprattutto dopo aver visto lui di nuovo circondato da quelle ragazze!). Ho avuto per tutto il giorno ricorrenti pensieri suicidari, non facevo altro che pensare di farla finita, e anche ora mentre scrivo, non si sono del tutto placati. Il punto è che vorrei veramente morire (per smettere di soffrire, non per altro), ma non sono in grado di uccidermi perché sono una codarda del cazzo. Sono mega impulsiva, quando si tratta di ammazzarsi però, prevale la mia misera parte razionale, purtroppo. Per di più mi sono sentita costantemente vuota, tanté che ho più volte perso il senso della realtà. Era da un pezzo che non mi succedeva di depersonalizzarmi/derealizzarmi, ma oggi è successo nuovamente. Quell’orribile sensazione che ti fa percepire/pensare che ogni cosa inclusa la tua persona siano fittizie, inesistenti, inconsistenti, non mi ha lasciato in pace per tutto il giorno. Ogni cosa m’era del tutto irreale, compresa me stessa. Ero certa che se avessi appoggiato le mie mani sopra le gambe non avrei percepito la carne. Mi sono sentita totalmente priva di consistenza corporea. Ne ho davvero i coglioni pieni di tutto questo costante sentirsi dei disadattati a cui nessuno presta la benché minima attenzione. Per l’ennesima volta poi, mi sento abbandonata dalle mie amiche. Questo pomeriggio sulla chat di gruppo si scrivevano stronzate a cui a me non fregava una mazza, ho difatti deciso che io non scrivo più a nessuno, se a qualcuno interessa sapere come sto, sa dove trovarmi. Davvero mi sono rotta il cazzo di cercare le persone che dicono di essermi amiche, ma che in realtà sono totalmente disinteressate ad aiutarmi. A me basterebbe solo la loro presenza, sapere che posso contare su di loro perché ci sono, sono davvero presenti nella mia vita. Invece da parecchio tempo, le sento fuori dalla realtà, mi sono estranee, ho difficoltà nel riconoscerle, ho difficoltà a fidarmi. Voglio vivere però vivere bene, essere felice, essere amata. Ma come si fa se tutto ciò non esiste? Sono le basi per una vita serena, e sono le basi su cui la mia vita non poggerà mai.

Only apathy could save me.

Voglio diventare insensibile, voglio essere stronza, fregarmene di tutto e di tutti, ma specialmente delle mie odiose emozioni ingestibili e indesiderate. Non voglio provare niente solo essere totalmente apatica, indifferente. Se fossi anestetizzata in questo preciso momento non proverei dolore, non soffrirei, non mi verrebbe da piangere per ogni scemenza del cazzo. Invece anche oggi mi sento uno schifo. Questo pomeriggio finita lezione, mi sono precipitata fuori a fumare. Mentre parlavo con una ragazza del mio corso, mi giro per qualche istante verso la porta ed ecco che esce lui, bello più che mai. Il mio cuore ha perso battiti. Mi sono messa a fissarlo insistentemente, ma niente, non mi ha rivolto nemmeno una rapida occhiata, ma anzi, si è subito allontanato con una sua compagna di classe. So perfettamente che non gli frega un emerito cazzo di me, che appena finisce le lezioni se ne va perché mi detesta e non vuole incontrarmi, il solo vedermi lo infastidisce bestialmente. Inoltre quella ragazza è molto più bella di me (non ci vuole molto, effettivamente) e io resto inevitabilmente il solito schifo ambulante, la tipica ragazza della quale nessun ragazzo, bello o brutto che sia, s’innamorerebbe. Ho seriamente preso in considerazione l’idea di lasciare l’università per non incappare più in lui, così da tirarmene fuori, ma ripensandoci non funzionerebbe affatto poiché non sono brava a dimenticare le persone, a cancellarle. Il problema è che mi sto sempre più infognando; rivivo i momenti in cui ero con lui in continuazione, non mi danno tregua, hanno sempre il sopravvento su me. Poi spero sempre di vederlo, e puntualmente divento intrattabile quando non mi rivolge nemmeno uno sguardo. Quanto sono patetica! Inoltre non ne posso più di questi cambiamenti repentini d’umore! Sono un vero tormento. Arrivata a casa ero depressa, poi allegra e ora di nuovo depressa con l’aggiunta che sono incazzata. Appena successo il fatto descritto sopra ho scritto alle altre, ma solo una di loro mi ha risposto, per di più brevemente e con le solite frasi fatte del cazzo. Odio tutti, solo che a lui lo amo anche. Infognatura di merda proprio (che si chiama amore).

Loneliness will kill me.

La solitudine è la peggio cosa per me. Ho difficoltà ad accettarla anche quando sono nel letto che cerco di addormentarmi. Neppure mentre dormo sono brava a stare da sola, preferirei sempre avere qualcuno al mio fianco, che mi coccoli, che mi faccia sentire la sua presenza. Odio la solitudine perché è un mare nero che mi fa sempre più affogare nei suoi profondi abissi, senza possibilità di emergere. Inoltre l’essere sola mi rende ancora più depressa, più negativista. Non mi lasciano scampo questi pensieri. Ho davvero tanta paura di “vivere” gli anni che mi restano senza nessuno vicino a me, senza amore, senza felicità. La cosa che mi fa più rabbia è che le mie “amiche”, l’ultima volta che abbiamo litigato, mi hanno detto che io non sono affatto sola, che io ho loro. Aborro questa frase perché non rispecchia affatto la realtà. Io non ho nessuno. Ho sempre desiderio di parlare con qualcuno, ma nessuno è disponibile a parlare con me, eccetto la psicologa, ma lo fa perché la pago, non perché ci lega un rapporto d’amicizia o qualcosa del genere. Le mie “amiche” non mi cercano mai, e quando racconto dei miei problemi, loro fingono di ascoltarmi, fingono di essere interessate, ma so che non è affatto così. E quando ho detto loro che non racconterò più niente di troppo personale, si sono pure incazzate! Ma cos’altro dovrei fare? Vorrei davvero parlare con qualcuno, ma non ho nessuno. Questo solitudine è talmente fitta, pesante, grave che mi viene voglia di morire.

Sex is the worst opiate.

Ritengo che il sesso, l’amplesso, il rapporto sessuale, sia dannatamente sopravvalutato. Tutti a parlare di sesso, a ritenerlo chissà che cosa meravigliosa, come se non esistesse nulla di migliore. Non è così. Alla fine cos’è una scopata? Un cazzo di piacere effimero destinato a terminare nell’arco di minuti. Perché la maggior parte delle persone lo ritiene l’apice a cui uno possa aspirare? Se non l’hai fatto sei un ‘outsider’, venendo giudicato sfigato, ridicolo, patetico, specie in “tarda età” (over 18). E’ anche a causa della gente se io mi sento sempre a disagio a proposito di tale argomento, se mi sento sempre costantemente fuori luogo. E’ il caso di dire ‘tanto rumore per nulla’. Inoltre purtroppo il sesso è alla base di molti rapporti relazionali, funge come una specie di “collante”, quando non dovrebbe essere così. C’è qualcosa di profondamente sbagliato in ciò. Un rapporto non dev’essere basato sul sesso, ma cosa siamo…animali? A quanto pare parebbe proprio di sì. Ragazzine che fanno a gara a chi la perde prima, maschi arrapati per una scollatura e/o per una minigonna un po’ troppo a raso figa. Quanto sono coglioni, ma proprio tanto, eh. Pensano che non ci sia niente migliore del sesso. Probabilmente risulterò all’antica, ma stranamente non me ne frega un cazzo. Per di più il sesso per la maggioranza funziona come una sorta di oppiaceo. Scopi, ti piace quel momento di piacere fugace, e poi sei fregato. E’ la tua dose di eroina, la più pregiata che c’è. Tutti però fanno i moralisti del cazzo, dicono che il sesso senza amore fa schifo, ma intanto, intanto lo fanno, risultando pateticamente incoerenti. Mi fate schifo e mi state tutti sul cazzo, erotomani di merda. Siete come i tossicomani che se non hanno la loro dose finiscono in crisi d’astinenza. Siete penosi e risultate esecrabili. Non voglio dipendere dal sesso, preferisco dipendere dagli SSRI, almeno ferisco me stessa, ma non ho nessuno sulla coscienza.

Melancholy | Homme maqnifique

Ho ritrovato altre due mie vecchie composizioni “poetiche” del 2010. Volendole condividere le pubblico qui.

Melanconia (I)

E ti assale la malinconia,
nelle sere d’inverno
consumate davanti a un televisore a colori
con un bicchiero d’assenzio in mano,
forse l’unico amico che ancora ti resta.
Il vuoto è intorno a te,
non percepisci nulla.
I tuoi occhi sono persi nelle memorie
d’un estate ormai andata
e che mai più tornerà.
Lui ti sorride strafottente
e ti fa star male, tanto male.
Non vorresti più vivere,
ma il coraggio ancora non ce l’hai
per chiudere questo assurdo gioco.
Non ce la fai, non ce la farai,
i ricordi ti divorano,
non li vuoi, li vuoi.
Tu li cerchi, loro cercano te, solo come sei, hanno la meglio.

 

Homme magnifique (II)

Trascorro le notti in bianco pensandoti,
pensando a quanto eri bello
e a quanto bello diventi ogni giorno.
I capelli di media lunghezza del color del grano maturo
mi sfiorano delicatamente
mentre ti bacio, sapore di fumo amaro la tua bocca sa;
mi aggrappo a te, non voglio cadere, salvami da questo mondo tetro.
Vedo riflessa la mia immagine nei tuoi occhi cangenti,
non capendone il vero colore, lo decido io.
Annuso l’aria del prato dell’estate
dove noi giaciamo vicini, l’uno di fronte all’altro,
il tuo corpo magro stretto contro il mio,
parlando di tutto e di niente.
Eyeliner bagnato dalle lacrime
che sto versando ricordando quello che eri,
ma non quello che sei diventanto e che più sarai.

 

Queste due mie composizioni, sono state scritte in uno dei periodi più cupi, più atroci della mia vita. Risalgono a quattro anni fa e sono entrambe intrise di tristezza, sconforto, abbandono, depressione. Entrambe parlano del mio ex F., una in maniera molto esplicita, l’altra invece no. Le ho ritrovate dopo molto tempo, e leggendole ho riprovato nuovamente molto dolore, melanconia, disperazione perché ancora mi chiedo come sarebbe potuta andare con lui, se certe persone non si fossero intromesse. Ad ogni modo non saprò mai la verità, il perché del suo abbandono.