Dysthymic disorder—>Borderline personality disorder/Avoidant personality disorder/Dependent personality disorder.

Forse sono riuscita a capire da dove proviene il mio disturbo di personalità border! Se fino all’età di circa cinque anni ero una bambina contenta, che stava bene, vivace, socievole e estroversa, dalle elementari in poi, a causa di varie angherie che ho dovuto subire da parte dei miei compagni di classe e dagli insegnanti che mi maltrattavano, insultavano, screditavano, hanno determinato la mia mancanza di autostima le cui conseguenze sono state la depressione e l’autolesionismo. Così essendo spesso depressa, il mio stato d’animo si è trasformato in un “disturbo distimico” e come riportano i manuali e Internet è caratterizzato da (cito testualmente): “Il disturbo è caratterizzato da depressione cronica, ma con sintomatologia attenuata rispetto al disturbo depressivo maggiore, assenze cioè di manifestazioni psicotiche o melancoliche. Il paziente è triste, irritato, perennemente di cattivo umore, con una soglia di tristezza più bassa, dovuta ai minimi episodi negativi della sua esistenza, con difficile recupero del buon umore e tendenza al pessimismo. E’ caratterizzato da lieve anedonia, dovuta al cattivo umore di fondo che però non si manifesta nei confronti delle persone care. Tra i diversi cluster:

  • Emotivo-affettivo: caratterizzato da ansia e pessimismo nei confronti del futuro;
  • Cognitivo-percettivo: con affaticabilità mentale, difficoltà nella concentrazione, poca memoria, pensiero negativista,scarsa stima di sé, inadeguatezza sociale e lavorativa, idee di colpa, ipocondriache, di morte e di suicidio;
  • Somatovegetativo: riduzione dell’appettito per mancanza di piacere gustativo, riduzione del peso, facile affaticabilità fisica, insonnia per addormentamento ritardato, bruschi risvegli notturni, calo della libido, disturbi cardiaci, gastrointestinali, urogenitali.

Complicanze: si accompagna sovente a disturbi di personalità borderline, istrionico, disturbi d’ansia, disturbi somatomorfi, abuso di alcool e sostanze psicoattive, nel 10% dei casi si ha un episodio depressivo maggiore.

Esordio: si distingue un disturbo distimico precoce, prima dei 21 anni, e un disturbo distimico tardivo, spesso risultato di un disturbo depressivo maggiore lieve che cronicizza. Non si ha un esordio netto, il paziente infatti non avverte una frattura del proprio continuum psicologico (come invece avviene nel disturbo depressivo nel quale si ha un inizio determinato da un evento esistenziale negativo).

Decorso: il disturbo distimico ha un decorso fluttuante, con depressione cronica la cui sintomatologia aumenta o diminuisce a seconda degli eventi esistenziali che influiscono l’umore del paziente.

Oltre tutte queste belle cose, ho scoperto che il paziente con disturbo border può avere anche il disturbo di personalità evitante e dipendente. Ora mi spiego perché sono così legata alle persone a cui tengo. Ed ecco perché rimando sempre le cose che dovrei fare, cerco finché mi è possibile di evitarle, poiché ho una paura folle del fallimento. Ottimo. Quindi in conclusione il disturbo dell’umore chiamato disturbo distimico si è trasformato in disturbo di personalità borderline. E’ tutta colpa delle persone di merda che ho incontrato e conosciuto, se io sto da schifo perennemente.

 

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