Weary.

Mi sento incredibilmente stanca.

Non ho più voglia di nulla, solo di dormire, dormire, dormire.

Sarà che non sopporto più questa dannata routine. Ogni giorno è sempre uguale; sveglia alle 6:10, alzarsi, lavarsi, vestirsi, mettersi le lenti a contatto, truccarsi (per avere in qualche modo un aspetto quantomeno decente…), prendere lo zaino, infilarsi la giacca e mettersi le scarpe. Andare in stazione e prendere quel maledetto tram sempre ultrapieno. Appisolarsi ascoltando musica. Trascorsa un’ora svegliarsi, andare in facoltà, cercare di seguire le lezioni prendendo qualche appunto qua e là. Fumare sigarette che rendono le unghie gialle, bere un sacco di caffè. Tornare a lezione. Andare in bagno. Andare a mangiare un panino con cotoletta (o wurstel quando la cotoletta non c’è), insalata, mayonese e salsa rosa e il budino al cioccolato. Parlare di qualunque cosa con le mie compagne universitarie, nonchè (forse) amiche. Tornare in facoltà, bere altro caffè, fumare altre sigarette che rendono le unghie gialle. Andare ad altre lezioni o rifugiarsi nel vaso (aula studio) a far finta di studiare seriamente. Trascorse due/tre ore riprendere il maledetto tram e tornare in questo buco di paese. Andare al bar. Bere coca-cola, mangiare un krapfen alla marmellata di albicocche (o pesche). Parlare, parlare e ancora parlare. Bene bene non so di cosa però. Andare a casa. Lavarsi le mani. Togliersi le lenti a contatto per indossare quei dannati occhiali che mi svalorizzano ancora di più. Mettersi in tuta. Consumare una magra cena. Discutere nel frattempo coi miei creatori che tanto non mi comprendono neanche un po’, ma che preferiscono di gran lunga la loro secondogenita. Vabbè tanto c’ho fatto l’abitudine. Accendere il computer. Trascorrere un’ora davanti ad esso scrivendo sul blog, spiando gente sui social network, leggere stupide e-mail, guardare qualche pezzo di film che completerò durante la settimana (forse). Spegnere. Andare in camera, mettersi il pigiama. Mettersi sotto le coperte. Cercare di prendere sonno. Passare una (altra) notte insonne. Sentire la sveglia e ripetere tutto da capo.

 

Uoh domani compio 21 anni! Che bello non cambierà un cazzo. Nessun tipo di miglioramento. La gente continuerà a disprezzarmi e a odiarmi e io (probabilmente) farò lo stesso. Ottimo. Ah sì, pochi (forse nessuno) mi farà gli auguri in maniera sincera. Fico.

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