Your ambiguity tears me apart.

2012

Non ne posso più di questa situazione che c’è tra me e lui. Va avanti da Halloween questa faccenda quindi sono già trascorsi un po’ di mesi e ancora non mi è chiara; anzi più va avanti questa storia e meno riesco a fare chiarezza. Tutto appunto era partito una sera durante una festa di Halloween. Entrambi eravamo sbronzi e poco dopo l’inizio del party, lui mi bacia davanti a tutti gli altri invitati. In quel momento mi sentivo in uno stato di totale incredulità; non riuscivo a crederci che lui, proprio lui, mi stava baciando. Ma dopo la momentanea contentezza, mi ero sentita estremamente depressa perché non riuscivo a capire perché mai lo avesse fatto, tanté che mi ero allontanata per una decina di minuti dalla festa, standomene per i fattacci miei. Tornata alla baita dove si svolgeva la serata, trovai lui di fuori che si stava fumando una sigaretta, aspettandomi. Poco dopo mi chiese se volevo salire al piano superiore con lui. Accettai. Perciò fu così che ci ritrovammo distesi su un materasso a baciarci con foga, ma quando lui mi domandò se volessi farlo, rifiutai in modo categorico spiegandogli che io non ero una ragazza facile. Lui per tutta risposta mi disse che era meglio se io lo fossi. Così capendo che lui da me cercava solo un’occasione per fare sesso, ero decisa a tornarmene dabasso a sbronzarmi. Ma appena cercai di alzarmi, ecco che lui mi afferò per un braccio chiedendomi di rimanere con lui a parlare. Inoltre mi assicurò che non avrebbe fatto nulla se a me non andava. Restai e cominciammo a parlare. Scoprii così di avere con lui un sacco di interessi in comune come quello per il cinema, la musica e la lettura. Fu un momento molto tenero e divertente. Poco dopo tornammo con gli altri ridendo e scherzando. Quando venne l’ora di andare a letto, venne a dormire accanto a me. La mattina dopo la passammo per la maggior parte assieme nel letto, accarezzandoci e baciandoci. Il pranzo lo passò a lanciarmi occhiate che io ricambiavo di volta in volta. Passarono 14 giorni prima di rivederlo, giorni che passai a farmi mille domande delle quali per altro non ero in grado di trovare delle risposte soddisfacenti.

Passato questo periodo andammo insieme a un concerto e con noi c’erano anche mia cugina e il suo ragazzo che guidava. Io e lui eravamo infatti nei posti posteriori del veicolo e tra noi c’era un imbarazzo palpabile. La serata la trascoremmo praticamente da soli dal momento che gli altri due erano davanti al palco a fare fotografie. Ad un certo punto mentre il chitarrista di uno dei gruppi si mise a suonare un pezzo estremamente melodico, i nostri sguardi s’incrociarono ed noi eravamo a una distanza praticamente nulla. Pensavo veramente che stesse per baciarmi, ma ciò non avenne. Finito il concerto trovammo gli altri e tornammo a casa. Durante il viaggio si addormentò e io mi sentivo parecchio triste, tanté che piangevo silenziosamente e avevo il viso rigato dalle lacrime. Piangevo non tanto perché non m’aveva baciata, ma specialmente perché non aveva fatto accenno a quanto era successo a Halloween. Passò un mese esatto prima di rivederlo e nel frattempo io ero sempre più confusa, non riuscivo davvero capirci niente. Inoltre lui come anche dopo Halloween, non si era fatto sentire in nessun modo.

Comunque una sera che ero rimasta nella città dove frequento l’università, andai assieme a mia cugina, il suo ragazzo e alcuni amici di lui in un pub del centro e poco dopo arrivò anche lui accompagnato da un suo amico. Iniziò fin da subito a lanciarmi delle occhiate, alle quali io rispondevo in maniera disinvolta essendo un po’ sbronza. Ad ogni modo a un certo punto due degli amici del ragazzo di mia cugina mi vennero a chiedere come andava con lui. Io risposi dicendo loro che non lo sapevo e che non c’entravo affatto con lui, ma loro dissero che invece c’entravo eccome. Dopo questo breve cambio di battute, andammo tutti assieme in un altro bar dove facevano happy hour. Improvvisamente mi salì l’ubriacatura ed ero un po’ arrabbiata per come si stava comportando (praticamente non mi rivolgeva la parola, ignorandomi totalmente…) tanté che urlavo abbastanza, noncurante del fatto che anche lui potesse sentirmi. Poco dopo mi salì addosso la stanchezza e mi sedetti tutta sola a uno dei tavolini del bar, mentre gli altri se ne stavano a parlare tra loro. Non passò neanche una decina di minuti che fui raggiunta dal suo amico che mi disse che gli era stato detto che doveva intrattenermi. Ancora oggi non ho capito perché mai dovesse intrattermi. Ad ogni modo fu presto raggiunto da lui e un amico del ragazzo di mia cugina. Ben presto però sia il suo amico che l’amico del ragazzo di mia cugina se ne andarono assieme agli altri, lasciandoci totalmente soli. Ci mettemmo così a parlare dei nostri interessi e poco dopo mi prese la mani tra le sue. Il tempo però non era dalla nostra e dopo poco fui costretta ad andarmene. Lui mi venne dietro accompagnandomi fino in stazione dove mi aspettava l’autobus che doveva riportarmi a casa. Strada facendo mi baciò e mi abbracciò e quando raggiungemmo la stazione mi chiese se ero su Facebook. Gli risposi in modo affermativo e mi disse che m’avrebbe aggiunta. E così due giorni dopo mi aggiunse, ma purtroppo causa problemi con la linea telefonica il mio computer per una settimana non poté collegarsi a Internet, di conseguenza non lo sentii.

Passata la settimana però arrivò la vigilia di Natale e fu in questa data che mi contattò. La conversazione non fu certo delle più lunghe, ma ero comunque contenta. Chattammo un po’ dei nostri interessi, mi chiese se conoscevo un regista spagnolo che faceva film “particolari” e dopo un po’ mi chiese se il sabato seguente sarei andata a vederlo che avrebbe suonato in un locale. Risposi che sì, ci sarei andata e cinque minuti dopo mi salutò.

Arrivò il sabato del concerto ed ero abbastanza tranquilla. Non potevo bere però dal momento che dovevo guidare. Al concerto c’era venuta un sacco di gente, e tanta gente lui la conosceva quindi si fermava parecchio tempo a parlare con loro ed io non avevo molte occasioni per chiacchierarci. Finché verso l’una iniziammo a parlare del più e del meno davanti al balcone del bar per poi finire a fumare seduti sui divanetti della sala fumatori. Poco dopo mi chiese se sarei andata alla festa per l’ultimo dell’anno organizzata dal ragazzo di mia cugina nella sua baita. Risposi che sì, ci sarei andata. Poi mi propose di andare a sentire un gruppo che stava suonando. Così rimanemmo per un po’ ad ascoltare il concerto, fin quando gli dissi che io dovevo tornare a casa. Lui perciò mi salutò.

Due giorni più tardi mi trovavo alla festa per l’ultimo dell’anno assieme a mia cugina, il suo ragazzo, una mia amica e gli amici di lui. Iniziai fin da subito a bere e poco dopo arrivò lui che ovviamente si attaccò alla bottiglia. Due ore più tardi giocammo tutti assieme al gioco dell’oca alcolico e chiaramente le condizioni alla fine del gioco non erano delle più sobrie. Poco dopo lui mi chiese di starcene un po’ per i conti nostri e così salimmo di sopra. Lui ubriaco com’era, era pure super voglioso, ma prima che potesse fare una qualsiasi cosa lo fermai spiegandogli che avevo il ciclo. Improvvisamente mi salì la sbornia triste e presa da un’inarrestabile parlantina gli dissi che avevo tentato il suicidio per il mio ex che m’aveva lasciata due anni prima. Lui tentò di consolarmi come meglio poté dicendomi che non ne sarebbe valsa la pena. Poi il discorso s’incentrò sulle relazioni e mentre stavo raccontandogli dei miei precendenti ragazzi (se così si può dire…) lui s’incazzò e mi urlò addosso che volevano solo usarmi per fare sesso. Io ci rimasi male, ma riuscii comunque a dirgli che con loro io non ci avevo mai fatto nulla. Lui si calmò un poco, ma si vedeva che era ancora un po’ alterato (anche comunque per via dell’alcol). Dopo poco indovinai quante ragazze c’avesse avuto e poi si mise a parlarmi della sua ultima relazione finita male. Io lo ascoltavo cercando di immedesimarmi in lui. Parlammo ancora un po’ e dopo confessò che gli piacevo, che si trovava bene con me, che avevamo interessi comuni e che io non lo giudicavo. Anch’io risposi che mi piaceva, ma gli chiese anche cosa volesse da me. Per tutta risposta lui mi rigirò la domanda chiedendo a me quello che io avevo chiesto a lui. Io avrei voluto dirgli che volevo/voglio stare assieme a lui, ma la paura che lui potesse rifiutare mi frenava completamente. Così continuammo a rivolgerci quella domanda per almeno una decina di minuti, senza approdare a nessuna risposta. Dopo un po’ lui scese a fumarsi una sigaretta e io mi rintai in un angolo piangendomi addosso. Poco dopo scesi anch’io e andai a scusarmi per il comportamento che avevo avuto e lui mi baciò, dicendomi che accettava le scuse. Poi tornammo dentro con gli altri scherzando e ballando come se nulla fosse accaduto. Io però cercavo di mascherare come meglio potevo il mio stato d’animo. Mi sentivo infatti triste e amareggiata. Ora anche la parte meno razionale di me sapeva che lui non voleva stare assieme a me. La notte la passammo comunque insieme e il mattino dopo lui mi disse che doveva tornare a casa e mi disse che ci saremmo sentiti. Non lo fece. E neanch’io. Io ero/sono troppo timida per scrivere a un ragazzo, specie poi se questo mi piace tanto, in più sono bloccata dall’ansia e dalla paura di ricevere una (altra) delusione. Lui non si fece vivo, ne mi scrisse in nessunissimo modo. Passarono due mesi e mezzo prima che io potessi rivederlo.

2013

Non riuscivo più a resistere. Era troppo tempo che non lo vedevo, che non sapevo niente di lui. Di tanto in tanto lungo questo periodo chiedevo a mia cugina se si poteva fare un’altra serata come quella che avevamo fatto a metà dicembre. Lei continuava a rispodere che l’avremmo senz’altro fatta, ma ciò non avenne mai. Nel frattempo io ero sempre più a pezzi. Mi mancava e molto, ma questo nessuno sembrava comprenderlo realmente. Arrivò marzo e a metà del mese facevo gli anni. Chiaramente speravo che lui mi avrebbe fatto gli auguri e questo pensiero un po’ mi rincuorava, ma purtroppo non lo fece, sebbene quel giorno lo vidi online su Facebook. Passai così un compleanno assai spiacevole, anche per altri fattori. E come se non fosse abbastanza il giorno dopo il mio compleanno come “regalo” mi spuntò un terribile herpes sul labbro superiore. Sembravo rifatta tanto che il mio labbro era gonfio e dolente. Questa faccenda dell’herpes non ci voleva proprio dal momento che il sabato dopo (cioé due giorni dopo la nascita di questo osceno coso) sarei andata a sentire il suo gruppo suonare e di conseguenza l’avrei visto a distanza di due mesi e mezzo.

La sera del concerto cercai di mascherare come meglio potei quell’affare, ma si notava comunque parecchio, quindi speravo che col buio si notasse leggermente meno. Ero inoltre così piena di rossetto rosso che parevo un clown. Ad ogni modo il posto dove suonavano era piuttosto carino, sebbene fosse piccolo. Nonostante ciò la serata fu un disastro totale. Avrei tanto voluto salutarlo, ma pensando che lui avrebbe potuto accorgersi dell’herpes, decisi di girarmi dall’altra. Ammetto che mi sono comportata da vera idiota, ma non volevo che mi vedesse in quelle condizioni.  Comunque apparte questo, lui non mi cagava comunque. Forse a volte (se ben ricordo) mi guardava di sfuggita. Quella situazione era insostenibile, così andai a farmi un giro e lungo il tragitto crollai. Piansi tremendamente, non riuscivo più a tenermi tutto dentro. La paura che lui non mi volesse si era trasformata in realtà. Tornai un po’ dagli altri in seguito, e poi si decise di andare a mangiare dei panini. Ovviamente mi continuò ad ignorare. La tentazione di scoppiare in lacrime era ancora molto alta, ma in qualche modo in quel momento riuscii a trattenermi. Dopo due ore circa varcai la soglia di casa e mi misi davanti allo specchio. Notai allora il disastro che era la mia faccia. Il rimmel e l’eyeliner erano colati fino alle guance a causa delle lacrime che avevo versato e il rossetto era semplicemente sparso su tutta la bocca e pure intorno, mettendo così in evidenza l’herpes. Decisi di togliermi quella roba di dosso immediatamente e di mettermi a dormire (cosa che comunque non riuscii a fare dal momento che piansi come una dannata). Passarono venti giorni prima che lo potessi rivedere.

Ero a lezione d’inglese, un giovedì all’inizi del mese di aprile, quando mia cugina mi scrisse chiedendomi se quella sera mi andava di andare a un bar (dove sarebbe venuto pure lui) nella città dove frequento l’università. Ovviamente mi prese alla sprovvista la cosa, visto che non era stata pianificata, ma una mia compagna universitaria mi spronò ad andarci visto che avevo poche occasioni per vederlo, e così accettai. Andai così a prendere mia cugina in stazione e poi ce ne stemmo per po’ in facoltà. Verso le cinque e qualcosa venne a prenderci in macchina il suo ragazzo assieme ovviamente a lui. Ero estremamente imbarazzata e irrequieta. Poco dopo raggiungemmo il posto e ci sedemmo a bere qualche birra.  Nel frattempo chiacchieravamo e vedevo che a volte mi fissava. Dopo un po’ iniziai a percepire la sbornia e così assieme a mia cugina e al suo ragazzo ci dirigemmo verso il bagno, il quale però era pieno e ci toccò fare la fila. Così mentre eravamo in coda, vedevo che spesso lui mi guardava. Dopo circa un’ora gli altri avevano fame (io ero palesemente brilla) e così andammo a mangiare in un mini-locale dove facevano porchetta. Arrivata in questo posto, mi misi a sedere su uno sgabello, ma poco dopo notando che lui era uscito da solo a fumare, decisi di seguirlo (o meglio me lo permise l’alcol). Così una volta fuori ci mettemmo (finalmente) a parlare. Parlammo di università, della sua laurea e di cose così. Fu molto piacevole parlare con lui. Poco dopo andammo in un altro bar e mi offrì da bere. Ma purtroppo per me c’erano dei suoi amici e le occasioni per continuare a parlare vennero meno. Anche perché, comunque poco dopo dovetti andare in stazione a prendere l’autobus per tornare a casa. Ad ogni modo quando me ne andai mi salutò sorridendomi e io mi sentivo piuttosto contenta. Trascorsero sedici giorni circa prima che ci rincontrassimo

Un sabato di qualche settimana fa andai assieme a mia cugina, al suo ragazzo, al suo gruppo (quindi c’era pure lui) e ai suoi amici a sentirli suonare in una località distante circa due ore da casa. Appena arrivata io, mia cugina e una mia amica ci mettemmo a bere gin lemon. Quella sera volevo assolutamente ubriacarmi! Poco dopo fummo raggiunti da altri amici. Dopo circa un’ora e qualcosa il gruppo iniziò a suonare, e lo fece in modo grandioso. Lui è proprio bravo a suonare. Ad ogni modo a un certo punto mentre ero seduta su un divano, fui raggiunta da uno dei nostri amici che chiamerò Y e così ci mettemmo a parlare. A bruciapelo mi chiese quando mi avrei baciato il ragazzo che mi piace. Ero esterrefatta! Chi era lui per chiedermi una cosa così?! Risposi che non pensavo assolutamente di baciarmi con lui quella sera, dal momento che non so esattamente cosa provi o non provi per me. Allora Y disse che aveva scommesso sul fatto che quella sera sarei andata con il tipo che mi piace. Inoltre aggiunse che m’avrebbe dato 10 euro. Lui non voleva dirmi con chi aveva fatto questa scommessa assurda. E così crollai. In quel momento vedevo tutto chiaramente. Era ovvio che Y aveva scommesso con il ragazzo che mi piace e per questo ero furiosa. Ma per fortuna neanche un’ora dopo scoprii la verità. Me la disse Y. Infatti lui disse che non era vero niente. Non aveva fatto nessuna scommessa, aveva solo detto al ragazzo che  mi piace di venire con me e che gli avrebbe dato 10 euro (praticamente le stesse cose che aveva detto a me).  Per di più disse che lui non aveva accettato perché gli sembrava brutto fare cose di questo tipo e che voleva fare tutto in maniera più “easy”. Un po’ ero rassicurata anche se non completamente. Dopo un po’ eravamo di nuovo seduti sul divano e io ero ancora vicino a Y, mentre lui era in piedi. Così Y gli chiese se volesse sedersi al suo posto e lui accettò. Perciò ci mettemmo a parlare. Mi disse che la sera prima aveva visto un film che anch’io avevo visto e che gli era piaciuto. E qua i ricordi iniziano a confondersi. Non ricordo come, ma ad un certo punto eravamo molto vicini finché ci baciammo. Rimanemmo così per un po’, mentre gli altri facevano casino e baldoria. Poco dopo mi chiese se potevamo starcene per i fatti nostri e accettai. Così andammo nella sua auto e presi dalla foga iniziammo a baciarci e più. Ma quando mi propose di fare altro, rifiutai in maniera categorica spiegandogli che non l’avevo mai fatto prima. Lui per tutta risposta rimase interdetto e io iniziai a dirgli che sapevo quanto fosse patetico essere in quello stato alla mia età, ma lui mi rassicurò dicendo che non era patetico, di stare tranquilla, che l’avrei fatto quando mi sarei sentita pronta. Inoltre mi chiese anche come vorrei che fosse quel fatidico momento. Ce ne stemmo per un po’ così in macchina, a parlare, fin quando non stava troppo male per via della sbornia. Così rientrammo nel locale e mentre lui era a vomitare, io mi avvicinai a Y e gli chiesi come mai si era a preso così a cuore la faccenda tra e me e il ragazzo. Rispose che era perché ci vede bene assieme. Ad ogni modo verso le quattro o giù di lì ci sbatterono fuori dal locale e ci mettemmo ad ascoltare musica dall’autoradio della macchina del ragazzo di mia cugina. Ma poco dopo lui si sedette nella sua macchina e io decisi di fargli compagnia. Ci rimettemmo a parlare dei nostri interessi, specialmente di film e mi trovai davvero bene con lui. Poi andammo a dormire, ma in auto differenti. Comunque la mattina dopo (mattina in cui eravamo tutti distrutti, chi più chi meno), venne a sedersi vicino a me e mi chiese come stavo. Dopo circa un’ora tornammo tutti a casa. Sono passati tredici giorni e ancora non si è fatto sentire.

Conclusioni

Io non riesco davvero a comprenderlo. E’ totalmente ambiguo. Da una parte sembra ci tenga a me, mi parla, mi guarda, mi sorride, non mi forza in nessun modo a fare cose che a me non va di fare, ma dall’altra non si fa sentire, non chiarisce questa situazione, non capisco cosa vuole da me, se qualcosa di serio oppure no. Io assolutamente voglio qualcosa di serio con lui perché mi trovo bene con lui, è intelligente, ha ottimi gusti, ma temo che lui non voglia quello che io voglio. Vorrei riuscire a scrivergli, a chiarire questa cosa, ma sono estremamente timida e sono assolutamente frenata dalla paura di un suo rifiuto. Lui potrebbe pensare le stesse cose che penso io, ma temo di no. Temo che non voglia instaurare nessun rapporto serio con me e questa cosa mi butta giù totalmente.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s