Yesterday I went out of mind.

Ebbene, ieri ho fatto una specie di “follia”. Dopo essere stata al bar per due ore circa con una mia amica, non avevo voglia di andarmene a casa e mettermi nel letto. Ero annoiata e stufa di tutte le chiacchiere che avevo dovuto subirmi da parte della mia amica, chiacchiere riguardanti il suo ragazzo inglese. Mi ha raccontato quelle cose almeno una cinquantina di volte, e dopo po’ uno si spacca anche i coglioni di continuare a sentire sempre le solite cose. Poi cazzo, quando parlavo io neanche mi ascoltava, e mi parlava sopra poco dopo. Così, stanca di quella serata e con le chiavi della macchina in tasca, mi sono diretta verso la macchina di mia madre e mi sono messa in viaggio. Volevo rilassarmi guidando e ascoltando un po’ di musica. Può sembrare strano come metodo di rilassamento, ma a me piace guidare di notte, senza troppa gente attorno, in totale solitudine. Ad ogni modo era tutta la sera che pensavo che sarei finita in un posto ben preciso, a circa una settantina di kilometri da casa mia. E così fu. Guidai e guidai. Ero un po’ ansiosa per il fatto che non ero certa di ricordarmi la strada, ma la mia memoria mi fu di grande aiuto. Così, in circa un’ora e qualcosa ero arrivata a destinazione. Ancora stentavo a realizzarlo, mi pareva di vivere una situazione irreale. Invece era vera. Ero davvero lì. Stetti per qualche attimo in macchina, il tempo di fumarmi una sigaretta e di pensare per un po’. Sulle prime non sapevo neanche perché ero arrivata fin lì, ma a poco a poco cominciai a capire. Le speranze per la mia situazione sono inferiori allo zero.

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