Full of anger, full of sadness.

Oggi, domenica 10 novembre il tempo rispecchia a pieno il mio stato d’animo. Sono a pezzi e piena di rabbia. E come potrei non esserlo? Ho capito che per le mie cosidette “amiche” io sono inutile, invisibile, inconsiderata. Se non mi faccio viva io, loro non pensano di scrivermi, di farsi sentire in qualche modo. Devo essere sempre io a cercarle e mi sono davvero rotta i coglioni. Inoltre due settimane fa avevo chiesto a mia cugina se le andava bene andare a fare compere con me e le altre ed era entusiasta all’idea. Quasi ogni giorno le domandavo se ci sarebbe stata e mi aveva assicurato che sarebbe venuta al 100%. Arriviamo a venerdì. Al mattino ho mandato un messaggio a tutte quelle che m’avevano detto che venivano, ma lei non ha risposto. Venendo a sapere che era senza soldi, le scrivo su un noto social network, ma nemmeno qui risponde. Una di noi allora prova a chiamarla, ma niente il telefono squilla a vuoto finché dopo ore e ore di tentativi vani mi scrive un messaggio dicendomi che non viene perché sua madre non le dava soldi e perché alla sera sarebbe andata al compleanno di un amico del suo ragazzo. L’ira mi salì in un instante. Dopo che uno continua tutto il giorno a cercare di mettersi in contatto, riceve un messaggio del genere. Inoltre è una bugiarda, i soldi non sono mai stati un problema per lei e per di più quest’estate ha lavorato parecchio e i soldi li ha per certo. Io comunque non mi sarei affatto alterata se lei non avesse confermato per tempo che veniva e nemmeno se mi scriveva un messaggio qualche giorno prima dicendomi i reali motivi per cui non veniva. Non chiedevo molto. Ma penso proprio che le scuse che dovrebbe chiedermi non me le chiederà poiché non pensa assolutamente di essere in colpa in quanto quando le ho detto che poteva appunto dirmi prima che non veniva, non ha detto una singola parola. Zero. Neanche un scusa buttato lì. Non capisco se lo faccia apposta a credere di essere nella ragione o se veramente non si rende conto di aver sbagliato. Ma si sa che i suoi unici problemi riguardano i beni materiali. Inoltre io vengo sempre per ultima. Prima deve venire il suo ragazzo, la sua nuova amichetta, e via discorrendo. Evidentemente devo aver scritto sulla fronte “persona facilmente sostituibile”. Poi al pomeriggio in chat m’ha scritto l’ “amica” che ha deciso di vivere in Inghilterra e per il quale so di non contare proprio per un cazzo. Continuava a ripetermi che m’ascoltava, che capiva il problema, be’ non è affatto così. Lei è interessata solo alla sua persona, solo al suo ego di merda e a rendersi figa davanti a persone che la stanno palesemente usando e prendendo in giro. Massì, dimenticatevi di me. Tanto tutti quanti si scordano delle mia esistenza, dei miei problemi, nonostante io li ripeta parecchie volte, ma nessuno mi prende sul serio. Solo quando parlano dei loro “problemi” li ritengono sufficientemente difficili e quindi degni di essere risolti. Idiote. Capitano tutte a me. Una che si “innamora” di un ragazzo inglese molto più grande di lei il quale si approffitta per mesi della loro “storia”, ma chiaramente lei non è in grado di rendersene conto e così all’inizio di luglio appena preso il diploma (che non meritava) decide di partire per l’Inghilterra sperando di risolvere le cose, ma chiaramente così non accade, ma ciò nonostante lei decide di continuare a vivere su, sbronzandosi a merda, andando con gente a caso, facendosi così proprio una bella reputazione. Inoltre continua a sostenere di esserci per me e le altre, ma per me chiaramente non c’è, non ascolta ciò che le racconto, se ne sbatte totalmente. Mia cugina con cui sono “amica” da quando siamo nate, che nell’ultimo periodo (che sta durando anche troppo, effettivamente) non m’ascolta mai, preferisce passare il suo tempo col suo ragazzo, con le altre, ma non con me. E poi quando ci vediamo è sempre là con il suo ragazzo che ride e che scherza, isolandomi totalmente. Poi quando vede che sono silenziosa perché sono depressa, non mi dice frasi del tipo “sfogati”, “parlami pure, io t’ascolto”, no, non fa niente di tutto ciò. Non la sopporto più, mi irrita e mi fa salire il nervoso. Ma loro due non sono le uniche persone che mi fanno incazzare e che mi fanno crollare. Anche il mio ex F. mi manda ai matti continuando a fare cuoricini a destra e a manca alla sua nuova ragazza e commentandole ogni foto che lei pubblica sul noto social network. Mi fa incazzare perché con me non si è mai comportato così, mi umiliava e si vergognava di me, faceva pure finta di non avere la ragazza quando stavamo assieme. All’università invece ci pensa A. a mandarmi in bestia, mettendosi a fissarmi. E perché lo fa? Per provocarmi, spera in una mia reazione aggressiva così poi può mettersi a ridere di gusto prendendomi in giro come ha sempre fatto. Ma non gliela dò vinta. Inoltre penso che abbia raccontato a dei suoi compagni di corso di quello che c’è stato fra noi, ce n’è uno in particolare che ritengo sappia ogni cosa dettagliatamente. Crede proprio che sia un’illusa, e sì, lo sarò anche, ma so perché si comporta in questa maniera patetica e ridicola nei miei confronti. So solo che da me non otterrà quello che spera, potevamo stare insieme per ben due volte, ma lui ha mandato tutto all’aria. Bene vorrà dire che giocherò le sue stesse carte, mi metto a fissarlo pure io. Ad ogni modo oggi sono esattamente tre mesi che la mia frequentazione con lui* è terminata e io sono qua ancora a pensarci, a piangere per lui, a chiedermi cosa non ha funzionato, a dirmi che non troverò mai nessuno come lui in grado di comprendermi e di ascoltarmi. Mi manca tantissimo. Oggi mi sono arrabbiata pure con mia mamma perché lei sosteneva che bisogna studiare, studiare e ancora studiare. Il problema è che lo ripete quasi ogni giorno e mi stressa mettendomi addosso l’ansia e la paura di non farcela. Sono stata una stronza, la rabbia è salita in un secondo appena iniziato il discorso e gliela ho riversata addosso causandole una crisi di pianto. Ha pianto perché io l’ho scatenata aggrendendola e ferendola. Sono proprio una stronza impulsiva del cazzo. Mi dispiace, non volevo, ma io detesto studiare, so che lo studio non mi farà ottenere un buon posto di lavoro, non mi garantisce niente di niente. Mi sento così sola, inconsiderata, nessuno ha mai un po’ di tempo da dedicarmi. Sono confusa, depressa, abbandonata. Soffro di solitudine in una maniera angosciante. Non riesco a scrollarmi di dosso tutta la rabbia che ho dentro, tutta l’ansia che mi opprime, che non mi fa respirare. Inoltre non so chi sono, tutto mi dà noia, non so cosa vorrei fare, che carriera lavorativa mi piacerebbe intraprendere, so solo che non voglio essere abbandonata e che voglio essere amata, perché da sola non ce la faccio a essere felice e a stare bene con me stessa.

*il lui del quale scrivo non è la persona che vedo sempre all’università, ma è quella di cui ho scritto così tante volte in questo blog.

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