You can wash away the loneliness that I feel.

E la pioggia cade in questa triste giornata e non sembra proprio aver voglia di smettere. Così sono qui, a ricordare com’eri. Mi manchi tanto. Sono passati quasi quattro mesi da quando hai deciso che “era meglio finirla qua” e io ancora ci sto male, ma non è una novità questa, lo stare male non è mai una novità per me, solo che per un po’ avevo veramente sperato che eravamo fatti per stare assieme, ma poi hai capito che schifo di persona sono, e te ne sei andato, scordandoti di me e dei miei mille difetti. Mi dispiace tanto. In questa frequentazione ho messo tutta me stessa, mi sono impegnata davvero, non volevo perderti, ma ti ho perso. Tu sei stato il primo che davvero si è sforzato di comprendermi, volevo dirtelo, ecco. Per me è importante circondarmi da persone che si sforzino di comprendermi, perché sai, sono complicata che molte volte nemmeno io capisco perché ho determinati atteggiamenti e comportamenti. Devo esserti sembrata pazza coi miei discorsi insensati e forse lo sono, mi dispiace, so che tu vuoi una ragazza normale, e io normale proprio non sono. Scusami. Però sai, ricordo la prima volta che ti parlai dei miei problemi. Tu eri sconvolto, te lo leggevo in faccia. Non pensavi che fossi capace di certe cose vero? Ma nonostante mi dicevi frasi che per me erano insignificanti, ti amavo. Amavo tutto di te, eccetto quando sparivi. Ecco, quando sparivi ti odiavo proprio. Ma ti amavo anche. Mi uccidevi ogni volta che sparivi, sai? Sentivo il mio cuore frantumarsi, la rabbia esplodere, le lacrime che scendevano rigandomi il viso. Mi facevi male, ma mi facevi stare anche dannatamente bene. Mi consideravi e sapere che per qualcuno esistevo mi rendeva euforica. Ti sembrerò una stupida che si entusiasma per un niente, ma per me era molto importante. Ricordo le ore passate all’università prima di vederti alla sera, sembravano interminabili e io aspettavo con ansia di vedere te, di vedere il tuo codino riccio, di vedere i tuoi occhi così intensi ed espressivi, quegli occhi castani, quei bellissimi occhi. Amavo come mi guardavi. Ricordi quella volta in cui mi hai detto che era finita che cosa mi hai detto? Mi hai detto che qualcuno si innamorerà di me e ricordi che cosa ti ho risposto di rimando io? Ricordi? T’ho risposto che no, non c’è rimedio alla mia solitudine, ma mentivo. Il rimedio c’è, e ha le tue generalità impresse sui documenti.

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