I’m different, I know. | Psycho(logist)

Ebbene sì, finalmente oggi sono andata a prenotarmi un appuntamento dallo psicologo! Prima sono dovuta passare per l’accettazione e lì m’è stato chiesto le motivazioni per cui voglio fare le sedute. Confesso di non aver detto tutto, o meglio in quel momento non mi veniva in mente tutto quello che penso/provo/sento, ma la maggior parte delle cose per lo meno l’ho dette al ragazzo addetto appunto all’accettazione. Abbiamo parlato un po’ di questi motivi che mi hanno spinta a chiedere aiuto, ma mi pareva sia interessato alla situazione che non. Com’è possibile? Ad ogni modo ha detto che ogni settimana un’equipe di specialisti si raduna per discutere chi tra loro è meglio indicato a occuparsi dei vari casi. Inoltre il ragazzo dell’accettazione m’ha chiesto quale dei tre punti fondamentali che ha messo per iscritto concerni la mia situazione (ansia, relazioni, emotività eccessiva) reputavo più importante. Ho risposto quello dell’emotivà. Spero proprio che lo/a psicologo/a possa comprendermi e ad aiutarmi. Sono eccitata all’idea che finalmente qualcuno sarà a disposto tutta la storia della mia vita (catastro)fica.

Anche oggi, nonostante lo sperassi molto mia cugina non mi ha risposto. Sto male, cazzo se sto male. Vorrei dei chiarimenti, perché ti devi comportare come una bambina? E che diamine hai 21 anni! Significa (forse) che non tieni più a me? O che non ci hai mai effettivamente tenuto? Scusa, è colpa mia che mi affeziono troppo velocemente e troppo facilmente. Mi dispiace. Ci sto male, io t’invidio, invidio la tua vita perfetta, costellata di amici, di gente che ti vuole, che ti considera, che ti adora, dove i tuoi problemi maggiori sono legati ai beni materiali che vorresti, ma che non puoi permetterti. Cazzo quanto ti invidio. Vorrei che anche i miei “problemi” avessero tale valenza! Ma purtroppo sono diversa dalle altre persone, sono ipersensibile, pretendo troppo dagli altri e gli altri non ne vogliono sapere di amarmi, non vogliono averci niente a che fare con una pazza come me. Vorrei essere come te, ma purtroppo non lo sono. Scusami. Spero solo di non perderti, sei una delle poche presenze stabili in questa vita di merda. Sei la persona più longeva delle mie relazione interpersonali. Ti prego, non mi abbandonare. Capisco di averti fatto soffrire, e mi dispiace davvero, ma vado da un estremo all’altro, ti continuo a idealizzare e a svalutare. Scusami, ma ho un disturbo che sto cercando di curare, mi sto davvero impegnando, perché sai, sono stanca di essere così, di essere continuamente messa in ombra, ignorata, non coinvolta, di essere un peso per la gente e io soffro, piango, mi tormento, ho paura del giudizio della gente, ho una constante paura di venire abbandonata, mi dispero, odio tutti, anche me stessa, perché non voglio essere me. Border a nastro stasera. Scusami.

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