Drowning into loneliness.

Venerdì è stata una giornata da incubo. Ho tranquillamente passato la mattinata in università, poi sono arrivata a casa e non c’era nessuno ed ho trascorso tutto il pomeriggio ad annoiarmi e a sentirmi vuota, non sapevo come fare per non annoiarmi, non ho avuto neanche la forza di fare i miei esercizi per perdere peso. Mi sentivo totalmente priva di ogni emozione finché è subentrata la depressione. Con le mie “amiche” ho un gruppo di chat istantanea dove possiamo messaggiarci e chiaccherare, soprattutto con quella che non vediamo da un bel po’ poiché ora vive in Inghilterra. Ad ogni modo è stata proprio lei ha iniziare a causarmi il principio di depressione di quel maledetto venerdì, raccontandoci che si è messa con un ragazzo il quale le ha regalato una rosa e ora fa tutto l’amorevole. Appena letto il messaggio mi è venuto un colpo al cuore e immediatamente mi è salita la depressione accompagnata dalla solitudine. Mi sono sentita totalmente a disagio, inadeguata. Ora pure lei è fidanzata, come le altre. L’unica sola come un’idiota sono e rimango inevitabilmente io. Ho iniziato a scrivere sul gruppo messaggi pieni di tristezza e arrabbiatura, dicendo che l’unica sfigata rimasta senza uno straccio di ragazzo sono io e quindi ho preso ad insultarmi pesantemente dicendomi che sono stupida, che sono acida, che nessuno sano di mente si metterebbe mai con me (ma neanche uno pazzo) e cose così. Le altre hanno iniziato per consolarmi a descrivere i difetti che componogono i loro caratteri, paragonando il mio disturbo di personalità ai loro cazzo di difetti come se anche il mio disagio interiore fosse una serie di difetti e non qualcosa di ben più grave. Mi sono sentita fortemente incompresa, invece loro mi dicevano che mi capivano, che dovevo pensare positivo perché anche per me la felicità, l’amore di un ragazzo nei miei confronti arriverranno, che devo avere speranza e fiducia. Queste frasi, che io considero le classiche frasi fatte per liquidare una persona che non si vuole ascoltare, mi hanno fatta imbestialire. Così glielo ho detto alle mie cosidette “amiche” che quelle frasi non mi aiutavano per niente anzi io le percepivo come se stessero banalizzando il mio problema. Loro invece hanno ribattuto che mi comprendono, che ci tengono a me e altre mille stronzate. Credono forse che io sia nata ieri? Ma la cosa che mi ha mandata in collera è stata che i miei problemi sono molto c0muni e che comunque andando dalla psicologa potrò uscirne fuori. Il mio problema non è comune come credono. Naturalmente non sono l’unica al mondo ad averlo, ma non sono i problemi che hanno tutti, assolutamente no. Inotre il disturbo borderline è cronico! Io dalla psicologa vado solamente perché le mie “amiche” non mi ascoltano, i miei genitori sono inesistenti e non ho nessuno che mi ami. So perfettamente che non potrò mai uscire da questo stato di malessere interiore, lo so, come so che è inutile farsi aspettative ed avere speranze perché per me non esistono, io non potrò mai essere felice. Se loro credono che il mio problema sia solo una mia invenzione, davvero allora se ne sbattono di me totalmente. Le mie “fisse” sul fisico (così loro le hanno chiamate) non sono comuni, cazzo! Non è comune odiare il proprio corpo grasso, basso, ingestibile. Non è comune odiare il proprio carattere perché troppo timido, introverso, incapace a socializzare, collerico, aggressivo, acido, depresso, noioso, fastidioso. Non è comune sentirsi soli anche in mezzo a un sacco di persone. Non è comune sentirsi vecchi a 20 anni. Non è comune pensare di farla finita. Non è comune avere un craving di graffiarsi, squarciare il proprio corpo per sentire qualcosa e per eliminarlo perché insopportabile alla vista. Non è comune camminare a testa bassa per evitare il disappunto che si legge sul volto di chi mi sta guardando. Non è comune che tutte le mie relazioni/frequentazioni siano finite bruscamente. No, non è comune. E’ che è più facile fingere di ascoltare e lavarsene le mani, piuttosto che sforzarsi di comprendere un’amica che sta male, che si dispera perché non vedrà mai la fine del tunnel in cui è immersa. Richiede troppo impegno e loro non vogliono aiutarmi, preferiscono riempirmi la testa di illusioni con le loro stupide frasi fatte. Io non le considero amiche. Per me un amico vero, reale, autentico lo si vede davvero quando si ha bisogno e ora ne ho bisogno estremo di qualcuno che mi sia accanto, ma non ho nessuno (come al solito). Affogo nella solitudine ogni giorno di più…

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