Only threats.

Non ho mai desiderato davvero morire. Non ho mai voluto mettere fine alla mia vita per scoprire cos’era la morte. Quando dicevo e dico tutt’ora di voler morire, in realtà intendo dire che desidero ardentemente che le mie sofferenze, le mie pene finiscano. Non ho la pretesa che un giorno tutto il male che ho patito venga cancellato cosicché io possa dimenticarlo perché so che è un’utopia vera e propria, che non potrà mai accadere. I miei tentativi di suicidio erano solo un modo per manipolare le persone che dicevano/dicono di volermi bene, erano una specie di prova a cui io le sottoponevo più o meno cosciamente; volevo che quello che mi dicevano (“ti voglio bene”) mi venisse dimostrato. Dal momento che una delle paure più grandi e immense che ho è quella dell’abbandono, faccio di tutto per far sì che non  accada, ricorrendo a tutte le “armi” in mio possesso, e una delle “armi” più potenti ed efficaci che ho è quella della manipolazione. Di conseguenza minaccio di attuare atti estremi solamente perché ho un costante bisogno di sentirmi accettata, compresa, voluta, considerata, amata.

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