Border fucking line.

Ieri sono andata dalla psicologa la quale mi ha spiegato i risultati di due test che ho fatto qualche settimana fa (Rorschach e T.A.T.). Questi due test sono test proiettivi della personalità, cioè esplorano il vissuto psichico individuale. Mi ha spiegato che ho attraversato due fasi mentre facevo i test. Inizialmente ero totalmente bloccata, provavo distacco, poi mi sono parita in quarta, per poi concludere con un altro distacco. Il distacco rappresenta il mio modo di pensare ovvero la polarizzazione o pensiero dicotomico; praticamente nel mio modo di vedere le cose non esiste la zona grigia, la via di mezzo. O è bianco o nero, o è buono o cattivo, o è amico o nemico. Questo mio tipo di pensiero è il mio meccanismo difensivo; sostanzialmente attuo ciò per proteggermi dalle mie stesse emozioni, che sono troppo forti, incontrollabili, ingestibili, inaccettabili. Infatti staccandomi da esse provo vuoto emozionale, noia, tedio, neutralità, non sento niente, sebbene ci sia sempre il pensiero negativista di fondo. Nella fase dei test in cui mi sono sbloccata invece ho quasi sempre descritto scene di omicidio, uccisioni, vendette e questo dimostra che sono una persona che perdona con molta difficoltà e che ha moltissima rabbia dentro. E’ vero, io il perdono lo concedo solamente a persone a cui tengo veramente tanto, non lo do così a cazzo fondamentalmente, ma del resto dovrei per caso darlo alle persone che mi hanno fatto le peggio angherie insultandomi pesantemente? Dovrei per caso perdonare le persone che mi hanno fatto pensare al suicidio per mesi e mesi? Dovrei per caso perdonare le persone che hanno provveduto al mio autolesionismo? No. Non ce la faccio e nemmeno voglio. Non lo meritano. Mi hanno distrutta. Hanno rovinato tutto. Chi è che ora è costretta ad andare dalla psicologa? Non loro, ma io, sono io che soffro. La soluzione per stare bene – mi ha detto –  in breve tempo è assumere antidepressivi (io vorrei gli SSRI), ma non avendo finanze mie personali, dovrei spiegare ai miei genitori la grave situazione che vivo, e non voglio coinvolgerli, soprattutto dopo quello che la psicologa mi ha detto. Dai test è emerso che il mio malessere ha iniziato a manifestarsi fin dalla più tenera età, molto prima del mobbing scolastico e la causa sono i miei genitori. E’ a causa loro che ho serie difficoltà a relazionarmi, aggravate poi dal bullismo che ho subito da parte dei miei compagni. Lo so bene che ho bisogno dello psicofarmaco per cominciare a stare meglio, che la terapia psicologica da sola non basta, ma sono convinta che la mia vita potrebbe avere un’impennata verso la serenità se qualcuno che amo mi amasse. Ma questo non accadrà mai, quindi penso proprio che dovrò assumere qualche psicofarmaco, a meno che non io trovi abbastanza coraggio per uscire di scena.

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