-2 | I abhor my diversity.

Io non lo so s’è normale sentirsi sempre a disagio a causa della diversità. Ho sempre sentito continui apprezzamenti concerni la diversità, il fatto è che ognuno è speciale, unico, diverso appunto. La mia diversità è però differente; io sono diversa in maniera sbagliata. Vivo in continuo stato d’angoscia, d’apprensione, temendo sempre che accada il peggio del peggio, non riesco a vivere alla giornata, poiché succede sempre qualcosa che rovina ogni cosa. Inoltre non conosco le vie di mezzo, a causa della polarizzazione che m’accompagna da sempre. Per me le persone, le cose, le circostanze sono sempre o nere o bianche, ma mai grigie. Odio la mia diversità, odio il non riuscire a essere come gli altri, faccio davvero sempre tanta fatidica ad adeguarmi, faccio sempre di testa mia, nonostante alle volte sappia che sto commettendo un errore. Non sono in grado di accettare i consigli, i cambiamenti mi sfasano totalmente. Inoltre ultimamente i miei sbalzi d’umore si fanno sempre più repentini e intensi, non li sopporto, ma quel che è peggio è che spesso non so neanche perché ho determinato stato d’animo, il che è frustrante. Mi sento sempre all’limite della linea di confine tra normalità e psicosi. Mi sento insana, malata, un qualcosa da allontare perché potenzialmente pericoloso per se stessa e per gli altri. E’ per questo che la psicologa vuole mandarmi dallo psichiatra, così coi farmaci potrebbero sedarmi, farmi diventare artificialmente innocua, ma sicuramente non servirebbero per curarmi, poiché i farmaci con i loro mille effetti avversi non sono la bacchetta magica. Per di più credo che sarei propensa alle recidive, in quanto me ne capitano sempre di tutti i colori, e io reagisco parecchio male al corso degli eventi, un po’ perché sono un’idiota un po’ perché sono una cazzo di border di merda.

Ieri l’ho visto, era lì, bello come al solito che leggeva o studiava con alcuni amici. Sono passata “casualmente” per di là, imponendomi di salutarlo e proprio mentre lo stavo per fare visto che mi stava guardando, si è girato dall’altra, così oggi mentre leggevo, lui è passato e un secondo dopo che i nostri sguardi si sono incrociati, ho distolto e abbassato lo sguardo poiché ho scorto sul suo viso un sorrisetto sardonico che testimonia il fatto che mi stesse solo prendendo in giro, illudendomi.

Mancano solamente due giorni a quella giornata di merda. Cazzo non voglio andare in università, sopportare per tutto il giorno il fatto che mi sentirò in imbarazzo e con la paura di rendermi ridicola più di quel che sono davanti a tutti, specie davanti a lui.

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