My parents don’t support me. | Too emotional/emotionally empty.

Coi miei genitori non ho mai avuto chissà che rapporti idilliaci, anche se per un determinato periodo avrei voluto che con loro non fosse tutto dannatamente complicato. E’ sempre stato difficile il dover confrontarmi con loro, il dover affrontargli, temendo le loro sfuriate. Quando avevo all’incirca 15-16 anni, desideravo ardentemente parlare con loro delle mie cose, dei miei interessi, delle mie passioni, dei miei amori. Volevo avere insomma un rapporto trasparente, chiaro, senza increspature, ma questo non è mai stato possibile, a causa della loro mente chiusa. Io ero in un’età in cui si scoprono tante cose, in cui si è curiosi, si ha voglia di provare tutto, ci si sente grandi, le regole stanno strette e ci si sente invicibili. Nel frattempo sperimentavo già le prime sbandate per i ragazzi (e al contempo le prime delusioni). Un giorno mio padre mi disse che ero troppo piccola per avere un ragazzo (all’epoca avevo 16 anni compiuti da qualche mese), e nonostante fosse enorme il mio desiderio di raccontargli che stavo assieme a un ragazzo, non riuscii a spiccicar parola. Ci ero rimasta male. Non potevo confidarmi con loro. L’unica cosa che erano capaci di fare era di imporre divieti, di non fare questo, ne quell’altro. Non dovevo fumare perché sennò mi veniva il cancro, non dovevo bere perché sarei diventata immediatamente un’alcolista, non dovevo stare ore e ore davanti al computer che mi si sarebbero bruciati gli occhi. Inoltre mia madre non ha mai sopportato il mio di vestire. Ha sempre voluto vedermi vestita di colori pastello (che io aborro), tutta bene posata, senza un capello fuori posto; voleva che facessi sport, che andassi a camminare, che l’aiutassi in casa. Non sono mai riuscita a sottostare ai loro dannati divieti, mi sono ribellata fin dal principio. Dopo qualche tempo che m’ero messa a uscire al sabato sera, iniziai ben presto a bere specialmente per dimenticare per qualche ora la triste realtà in cui ero intrappolata. tempo dopo iniziai a fumare, inoltre i vestiti colorati che mia madre mi obbligava a indossare furono soppiantati da vestiti scuri (io detesto i gli abiti colorati, fatta eccezione per il nero, il bianco, il blu, il rosso, il rosso vino e tutte le gradazioni del grigio). Inoltre dai capelli oscenamente corti che mia madre mi aveva sempre costretta a portare, passai ben presto ad avere capelli lunghi e fluenti. Non ero più in grado di sopportare i miei occhi cerchiati dagli occhiali, così cominciai a portare le lenti a contatto, prima saltuarialmente, poi giornalmente. Non stava cambiando solo il mio modo di apparire, ma anche quello di essere. I cambiamenti d’umore si fecero all’ordine del giorno, passavo da stati euforici a stati depressivi a stati d’ira pura. Un continuo inferno umorale. I miei genitori non erano in grado di accettarmi, mi facevano pesare ogni cosa, mi insultavano pesantemente, e io esplodevo peggio della dinamite. Per di più non solo il rapporto coi miei era giunto a un punto di non ritorno, ma anche le altre cose non stavano funzionando come avrei voluto. Per gli amici io venivo sempre per ultima, usata soprattutto come ruota di scorta, i ragazzi si prendevano solo gioco di me, mi sentivo immensamente sola. Avevo feroci crisi di vuoto in cui perdevo il senso di me, non capivo più chi ero. In questi anni è rimasto tutto tremendamente statico. Non è cambiato niente. Il rapporto coi miei rimane sempre pessimo, il mio modo di vestire è rimasto più o meno quello, se non per il modo di truccarmi e che ora ho i capelli tinti (detesto tra le altre cose, il mio colore naturale, voglio essere rossa). Il mio modo di essere invece è peggiorato. Ho violenti crolli dell’umore, passo da un umore all’altro nell’arco di pochissime ore. Non sono in grado di vedere la “zona grigia” delle cose, delle persone, tendo sempre a eticchettarle, commento sbagli enormi. Mi sento sempre sola, anche quando sono in mezzo alla gente. Ho frequenti stati d’ansia. Ho tentato quattro volte il suicidio. Ho avuto brutte rotture. Ho perso persone a cui tenevo davvero molto. Ho frequenti stati di vuoto emozionale. Non sono in grado di gestire, accettare, capire le mie emozioni.  Provo tanto odio, tanto disprezzo, tanta rabbia, ma anche al contempo tanto amore. Tutti mi odiano e nessuno mi ama. Sono borderline.

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