I feel disconnected from what they call reality.

Questo fine settimana è stato eterno. Ho trascorso questi tre giorni in casa, senza mettere nemmeno la punta del naso fuori dalla finestra. Non sono stata cercata da nessuno perché tutti hanno cose molto più interessanti da fare che uscire con me. Mi sono sentita fuori dalla realtà, inconsistente, come se non fossi per nulla esistente. Inerme, vuota, distante. Queste sensazioni sono state presenti con diversa intensità per tutti questi ultimi giorni. Forse mi capita di dissociarmi più facilmente quando sono sola, perché forse per riuscire a sopportare un po’ meglio la solitudine, mi disconetto dalla realtà per soffrire meno. Infatti visto che ero in depersonalizzazione/derealizzazione non ho avuto nessuna crisi di pianto, nessuna crisi di rabbia. Niente di niente. Nessun pensiero. Il vuoto era sovrano. Continuando a passare da momenti in cui sono una tormenta di emozioni, a momenti a cui non percepisco nulla. Non so quale delle due “fasi” sia meglio. Certo non provare dolore per un po’ è un sollievo, però la sensazione di essere incorporea, dissociata, è strana, assurda e mette un’ansia che ostruisce le vie aeree, impedendomi di respirare; il cuore poi sembra che stia per espolodere fuori dalla gabbia toracica da un momento all’altro, da quanto accellerati sono i miei battiti. La psicologa comunque mi aveva accennato al fatto che quando le mie turbe emotive raggiungono il culmine, tendo a distaccarmi, ad entrare nell’immenso vuoto dove nessuna emozione esiste affatto.

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