It wasn’t love, it was a substituted.

Ho finalmente realizzato perché l’anno scorso ero così convinta di essere innamorata di C.; era sostanzialmente colpa del mio pensiero dicotomico che quando pensava a lui o lo vedeva era sempre impostato sull’idealizzazione. Davvero, per mesi e mesi non ho fatto altro che elogiarlo, lo vedevo come il ragazzo perfetto pieno di splendide qualità con il quale volevo stare. Dopo mille riflessioni, sono comunque riuscita a capire che quello che provavo per lui non era affatto amore come credevo, ma era una sorta di surrogato, qualcosa di irreale e poco durevole. Sono contenta di poter affermare di non essere mai stata innamorata di lui, ma credo che appena lui si è fatto avanti, baciandomi quella sera, mi ha fatto sentire meno sola. Era il periodo in cui avevo appena iniziato l’università, dove quasi ogni giorno incontravo in ogni angolo della facoltà A., e non riuscivamo a parlarci, soltanto talvolta a salutarci e io ci stavo male. Così quando C. si dimostrava tenero nei miei confronti, ero in grado di sganciarmi momentaneamente dai pensieri concerni A., e mi faceva stare un pochino meglio. Alla fine comunque è vero per C., ho sofferto, ho versato lacrime, mi sono disperata, ma ci sono stata male relativamente poco, e già questo è un fattore che determina che non ne ero affatto innamorata. Era solo un dannato surrogato. Col senno di poi, se potessi tornare indietro mentre C., era sul punto di baciarmi, mi sarei sicuramente tolta. E’ stato un enorme sbaglio.

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